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I grani antichi NON sono adatti ai celiaci

5 novembre 2018 0 Commenti Curiosità e falsi miti 179 Views
I grani antichi NON sono adatti ai celiaci

Negli ultimi anni, i grani antichi hanno ricevuto una grandissima attenzione per le millantate proprietà che li distinguono dai ‘terribili’ analoghi moderni. Sebbene non esista una definizione precisa, con il termine grani antichi ci si riferisce a specie di grano che sono rimaste invariate negli ultimi cento anni, a differenza delle specie moderne che sono state ampiamente modificate e soggette a incroci (1). Questi grani erano quasi del tutto scomparsi per le rese troppo basse, fino ad oggi, quando alcune varietà sono nuovamente comparse sul mercato: troviamo soprattutto monococco (Triticum monococcum), emmer (Triticum dicoccum), khorasan (Triticum turgidum ssp. turanicum) e farro (Triticum spelta), assieme a varietà del grano duro e tenero, tra cui Tumminia, Saragolla, Senatore Cappelli, Russello, Bidì, Biancolilla, Ardito, Maiorca e Perciasacchi (1,2).
Per quanto in linea con la riscoperta della biodiversità a tavola, è degno di nota il fatto che insieme a queste varietà si sono diffuse alcune informazioni non veritiere, e talvolta anche rischiose, legate al loro consumo da parte di chi è celiaco.
Negli ultimi anni, diverse ricerche scientifiche si sono concentrate infatti sulla composizione e sul potenziale allergenico del glutine e su eventuali differenze tra grani moderni e antichi ma i risultati sono contrastanti (1-4). Dai dati ad oggi disponibili, nessuno dei grani antichi, e quindi nessuna varietà di frumento è ammessa in una dieta senza glutine (5), che rappresenta l’unica terapia possibile in presenza di celiachia.

Quali bufale alimentari e nutrizionali smaschereremo nei prossimi articoli? Segnalateci quelle che pensate possano essere delle fake news a questo link: https://www.nutrimi.it/foodmythbusters/

 

(1) Dinu, M., Whittaker, A., Pagliai, G., Benedettelli, S., & Sofi, F. (2018). Ancient wheat species and human health: Biochemical and clinical implications. The Journal of nutritional biochemistry, 52, 1-9.
(2) Istituto superiore di sanità. ISSalute – I grani antichi sono più salutari di quelli moderni e contengono meno glutine. [online] Available at: https://www.issalute.it/index.php/falsi-miti-e-bufale/l-alimentazione/969-i-grani-antichi-sono-piu-salutari-di-quelli-moderni-e-contengono-meno-glutine
(3) De Santis, M. A., Giuliani, M. M., Giuzio, L., De Vita, P., Lovegrove, A., Shewry, P. R., & Flagella, Z. (2017). Differences in gluten protein composition between old and modern durum wheat genotypes in relation to 20th century breeding in Italy. European journal of agronomy, 87, 19-29.
(4) Kasarda, D. D. (2013). Can an increase in celiac disease be attributed to an increase in the gluten content of wheat as a consequence of wheat breeding?. Journal of agricultural and food chemistry, 61(6), 1155-1159.
(5) Associazione Italiana Celiachia. L’ABC della dieta del celiaco. [online] Available at: http://www.celiachia.it/dieta/Dieta.aspx

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