Dieta Mediterranea e prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari

dieta mediterranea e prevenzione secondaria

Il ruolo della Dieta Mediterranea (DM) e di quella a basso contenuto di grassi nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari è ormai consolidato; sono invece ancora poche le informazioni circa il ruolo di questi regimi alimentari nella prevenzione secondaria. Lo studio CORDIOPREV, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su THE LANCET, ha cercato proprio di indagare il ruolo che queste diete possono avere in prevenzione secondaria, attraverso un trial clinico randomizzato condotto presso l’Ospedale Universitario Reina Sofia di Córdoba, in Spagna (1).

Dieta a basso contenuto di grassi vs Dieta Mediterranea

Come ormai noto, oltre al ricorso a farmaci e/o a una misura di intervento invasiva come può essere la rivascolarizzazione, lo stile di vita, e in particolar modo la dieta, sono un importante determinante nell’incidenza e nella ricorrenza di eventi cardiovascolari. Tra i regimi alimentari più studiati e raccomandati nella prima parte degli anni 2000 un posto d’onore nella prevenzione primaria per la salute cardiovascolare spettava a regimi basati sulla riduzione del consumo di grassi. Nel corso degli anni, anche attraverso lo studio PREDIMED (2), si è imposto sempre più il modello alimentare della Dieta Mediterranea come strategia efficace, ottenendo risultati addirittura superiori al modello precedentemente raccomandato. Se dunque il ruolo della DM è noto in tal senso, è ancora poco esplorato quale possa essere il suo ruolo nella prevenzione secondaria (1).

Lo studio CORDIOPREV

Lo studio CORDIOPREV è stato un trial clinico a lungo termine (follow-up di circa 7 anni ) e su larga scala, avente l’obiettivo di confrontare proprio dieta a basso contenuto di grassi e Dieta Mediterranea nella prevenzione cardiovascolare secondaria.
I pazienti eleggibili per lo studio comprendevano uomini e donne:
di età compresa tra 20 e 75 anni con malattia coronarica accertata (infarto miocardico  acuto, ricovero in ospedale per angina instabile o cardiopatia ischemica cronica ad alto rischio);
privi di eventi clinici correlati alla malattia coronarica nei 6 mesi precedenti;
in grado di seguire un intervento dietetico a lungo termine;
senza malattie gravi o un’aspettativa di vita inferiore alla durata dello studio.
I partecipanti, randomizzati in due gruppi in rapporto 1:1 avevano dovuto seguire per tutto il periodo di tempo:
– gruppo 1, Dieta Mediterranea = un minimo di 35% delle calorie come grassi (22% di acidi grassi monoinsaturi, 6% di acidi grassi polinsaturi e <10% di grassi saturi), un 15% di proteine e un massimo di 50% di carboidrati. Colesterolo a meno di 300 mg al giorno.
– gruppo 2, Dieta a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di carboidrati complessi = meno del 30% di grassi totali (<10% di grassi saturi, 12-14% di acidi grassi monoinsaturi e 6-8% di acidi grassi polinsaturi), il 15% di proteine e un minimo di 55% di carboidrati. Il colesterolo è stato regolato a meno di 300 mg al giorno.

L’intervento dietetico nello studio CORDIOPREV comprendeva visite individuali faccia a faccia ogni 6 mesi, sessioni di gruppo ogni 3 mesi e telefonate ogni 2 mesi, il tutto per garantire un contatto frequente tra i pazienti e i dietisti (almeno 12 interazioni all’anno).
L’esito primario era un composito di eventi cardiovascolari maggiori tra cui infarto del miocardio, rivascolarizzazione, ictus ischemico, malattia delle arterie periferiche e morte cardiovascolare.

A partire dal 2009, 1002 partecipanti sono stati inclusi nello studio CORDIOPREV, di cui 500 assegnati al gruppo di dieta a basso contenuto di grassi e 502 al gruppo di Dieta Mediterranea. I partecipanti erano prevalentemente uomini (~82%) e l’età media era di circa ~59 anni. Alla fine dello studio (2018), i pazienti del gruppo Dieta Mediterranea avevano:
aumentato l’assunzione di grassi totali (dal 37% al 40% dell’apporto energetico totale);
aumentato l’assunzione di acidi grassi monoinsaturi (dal 18% al 21%);
aumentato l’assunzione di acidi grassi polinsaturi (dal 6% al 7%)
tramite una maggior assunzione di olio extravergine di oliva (da 31 g a 48 g al giorno), noci (da 2 a 3 porzioni a settimana) e pesce azzurro (da 2 a 3 porzioni a settimana) rispetto a quelli del gruppo della dieta povera di grassi.
– ridotto il consumo di carboidrati totali (dal 41% al 39%) e di acidi grassi saturi (dal 9% al 7%).

I partecipanti al gruppo della dieta a basso contenuto di grassi avevano invece aumentato l’assunzione di carboidrati (dal 41% al 45%), soprattutto carboidrati complessi, e ridotto il consumo di grassi totali (dal 36% al 32%), acidi grassi monoinsaturi (dal 17% al 15%) e acidi grassi saturi (dall’8% al 7%). Sia il gruppo della Dieta Mediterranea che quello della dieta a basso contenuto di grassi aveva aumentato l’apporto di fibre grazie a una maggiore assunzione di verdura, frutta e legumi. Nei due gruppi di intervento, inoltre, era stata osservata una diminuzione dell’assunzione di carni rosse o lavorate, bevande dolci o gassate e grassi spalmabili.

I risultati confermano la DM alleata nella prevenzione secondaria

Analizzando i risultati dello studio emerge come la Dieta Mediterranea sia superiore alla dieta a basso contenuto di grassi nella valutazione degli eventi cardiaci (infarto miocardico, angina instabile, arresto cardiaco e insufficienza cardiaca). Nella popolazione maschile (n=827), si sono verificati in totale 161 endpoint primari: 67 (16%) nel gruppo Dieta Mediterranea e 94 (22%) nel gruppo dieta a basso contenuto di grassi. Negli uomini, la Dieta Mediterranea ha mostrato un’efficacia ancora maggiore rispetto alla dieta a basso contenuto di grassi, con una riduzione di quasi il 33% degli eventi cardiovascolari maggiori. La Dieta Mediterranea ha inoltre dimostrato una maggiore efficacia nella coorte totale (uomini e donne) senza una storia familiare di malattia coronarica, nei partecipanti con un LDL inferiore a 100 mg/dL al basale, nei pazienti di età inferiore a 70 anni all’ingresso nello studio e in quelli con un’aderenza alla dieta assegnata superiore all’80% per tutta la durata dello studio. Questi risultati potrebbero essere rilevanti anche nella pratica clinica supportando la DM come alleata nella prevenzione secondaria.

  1. Delgado-Lista, J., Alcala-Diaz, J. F., Torres-Peña, J. D., Quintana-Navarro, G. M., Fuentes, F., Garcia-Rios, A., … & Visioli, F. (2022). Long-term secondary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet and a low-fat diet (CORDIOPREV): a randomised controlled trial. The Lancet, 399(10338), 1876-1885.
  2. Martínez-González, M. A., Salas-Salvadó, J., Estruch, R., Corella, D., Fitó, M., Ros, E., & Predimed Investigators. (2015). Benefits of the Mediterranean diet: insights from the PREDIMED study. Progress in cardiovascular diseases, 58(1), 50-60.

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