Diabete mellito di tipo 2: le Linee Guida 2021 di SID e AMD

Linee guida diabete

Il diabete di tipo 2 colpisce oltre 3 milioni di persone in Italia con alti tassi di mortalità, disabilità ed ospedalizzazione. A tal proposito, le due principali società diabetologiche italiane, la Società Italiana di Diabetologia (SID) e l’Associazione dei Medici Diabetologi (AMD), hanno da poco pubblicato le nuove Linee Guida per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti, così da fornire delle indicazioni di riferimento condivise in un panorama dove il rapido progresso delle conoscenze limita spesso la sintesi tempestiva delle raccomandazioni cliniche e non contribuisce alla riduzione dei casi. Le raccomandazioni presenti in queste linee guida si riferiscono alla popolazione con diabete di tipo 2 adulta e non ricoverata in ospedale (pazienti ambulatoriali) sia per cure primarie che specialistiche.

Tra i punti cardine delle nuove Linee Guida, un capitolo è stato dedicato alla corretta terapia nutrizionale. Le possibilità di intervento hanno valutato quali approcci nutrizionali fossero maggiormente efficaci nella gestione del diabete di tipo 2 negli adulti, confrontando tra loro terapia nutrizionale strutturata (valutazione, diagnosi, intervento, monitoraggio nutrizionale) ed indicazioni nutrizionali generiche.
In secondo luogo, è stato dedicato uno spazio di discussione per definire se una dieta con ridotto contenuto di carboidrati possa essere più o meno efficace di una dieta equilibrata in macronutrienti (come la dieta mediterranea). A seguito di queste domande i membri del panel hanno elaborato delle raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche da cui ne sono conseguite le seguenti conclusioni.

Si suggerisce una terapia nutrizionale strutturata come preferibile a consigli non strutturati

È stato infatti ipotizzato che l’impiego di programmi strutturati di intervento nutrizionale potrebbe, nel lungo termine, migliorare sensibilmente l’andamento ed il controllo della malattia. A sostegno di questa conclusione vi sono alcuni studi che mostrano gli outcome sulla salute di questa tipologia di intervento, considerando gli effetti sull’Emoglobina glicata (HbA1c) e il BMI. Per questi ultimi l’intervento porterebbe ad un miglioramento con una riduzione di – 0,45% per l’HbA1c e di circa 2 kg/m2 per il BMI.
Gli interventi nutrizionali strutturati inoltre, con il miglioramento dei parametri soprariportati, potrebbero determinare dei vantaggi anche sul fronte economico, con una riduzione dei costi associati alla malattia, al contrario dei consigli nutrizionali non strutturati che invece necessiterebbero di tempo ulteriore da parte dei professionisti sanitari con inevitabili allungamenti dei tempi di visita.
Ciononostante, gli studi a supporto della terapia nutrizionale strutturata sono trial con un campione spesso molto ristretto e poco significativo,  per tal ragione la raccomandazione delle Linee Guida si limita a suggerire una terapia nutrizionale definendo la raccomandazione stessa come debole con qualità delle prove bassa.

Si suggerisce una terapia nutrizionale bilanciata (dieta Mediterranea), piuttosto che a basso contenuto di carboidrati

La raccomandazione anche in questo caso presenta una bassa qualità delle prove a suo supporto, in quanto gli studi presenti non sono né significativi né privi di problemi metodologici. Inoltre, non sono stati resi disponibili dati sulla sicurezza renale dei pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati (chetogenica, iperproteica, paleolitica…) rendendo la valutazione di quest’ultima ulteriormente complessa. Nonostante questo, gli studi analizzati hanno mostrato, seppur non con risultati esaustivi, che nel lungo termine sia preferibile adottare una dieta mediterranea e non una a basso contenuto di carboidrati, la quale nel breve termine ma non nel lungo mostra risultati soddisfacenti per il controllo glicemico e ponderale.
Entrambe le raccomandazioni, in ogni caso, richiederanno dei nuovi trial di buona qualità per essere considerate effettivamente un valido mezzo per il trattamento del diabete di tipo 2.

1. Linea Guida della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dell’Associazione dei Medici Diabetologi (AMD). La terapia del diabete mellito di tipo 2. Linea guida pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida. Roma, 26 luglio 2021

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