Caffè in gravidanza: ridurlo può aiutare a prevenire l’obesità infantile?

donna incinta con tazza di caffè

Gli effetti del consumo di caffeina in gravidanza sono da tempo molto studiati. Questa metanalisi ha fatto il punto della letteratura scientifica oggi disponibile rilevando non solo un’associazione tra consumo di caffeina in gravidanza e il rischio di basso peso alla nascita, ma anche, per la prima volta, maggiori rischi di sovrappeso e obesità per il nascituro (1).

Durante la gravidanza la capacità di metabolizzare la caffeina è ridotta: dopo l’assunzione, la caffeina passa facilmente la barriera placentare e può influire sulla crescita e lo sviluppo fetale (2). In merito all’associazione tra consumo materno di caffeina e basso peso alla nascita esistevano già numerosi studi, tuttavia una revisione Cochrane del 2015 aveva concluso che i dati a disposizione erano insufficienti per trarre conclusioni (3).

Attualmente, le Linee Guida raccomandano di limitare in gravidanza il consumo di bevande contenenti caffeina (come anche tè ed energy drink), senza superare, nel caso del caffè espresso, le 2 tazzine al giorno (2). 

Questa nuova metanalisi ha considerato 15 studi di coorte, per la maggior parte condotti in USA e Paesi europei, su un campione totale di 102.347 donne in gravidanza nelle quali è stato valutato il consumo di caffeina (1). Per l’indagine, i ricercatori hanno considerato “basso peso alla nascita” un peso inferiore ai 2,5 kg, mentre per il sovrappeso o l’obesità infantile sono stati considerati gli standard della International Obesity Task Force relativi alla fascia di età 3-12 anni (1).

Dopo aggiustamento per possibili elementi confondenti come età della gestante, indice di massa corporea, presenza di diabete gestazionale, consumo di alcool o sigarette, le donne che consumavano più caffeina, rispetto a quelle che ne consumavano meno in assoluto, hanno mostrato un rischio aumentato del 33% di partorire un neonato con basso peso alla nascita, e del 39% di avere un figlio con futuri problemi di sovrappeso e obesità. Nel primo caso il rischio aumentava del 7% ogni 100 mg al giorno in più di caffeina, nel secondo caso del 31% (1).

Nonostante i risultati osservati evidenzino un aumento del rischio di basso peso alla nascita e di sovrappeso/obesità in età infantile per maggiori consumi di caffeina in gravidanza, i ricercatori sottolineano la necessità di procedere con studi ulteriori per valutare i potenziali meccanismi alla base dell’associazione prima di aggiornare eventualmente le raccomandazioni a riguardo, specialmente perché i risultati si basano solo su studi di coorte – la stessa revisione Cochrane nel 2015 individuava la necessità di condurre sul tema degli studi di tipo randomizzato (RCTs) – e per via dell’eterogeneità dei dati osservati.

Considerata la prevalenza del problema dell’obesità pediatrica, se questi dati saranno confermati, una stretta ulteriore sul consumo di caffeina in gravidanza potrebbe avere un’enorme portata in termini di prevenzione.

  1. Jin, F., & Qiao, C. (2020). Association of maternal caffeine intake during pregnancy with low birth weight, childhood overweight, and obesity: a meta-analysis of cohort studies. International Journal of Obesity, 1-9.
  2. Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (2019). Dossier Scientifico delle Linee Guida per una sana alimentazione (Edizione 2018).
  3. Jahanfar, S., & Jaafar, S. H. (2015). Effects of restricted caffeine intake by mother on fetal, neonatal and pregnancy outcomes. Cochrane database of systematic reviews, (6).

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