Consumo di frutta e sviluppo di diabete di tipo 2: quale relazione?

Chi consuma due porzioni di frutta al giorno ha il 36% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a coloro che ne consumano meno di metà porzione. È quanto è emerso da un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (1), condotto presso l’Istituto per la ricerca nutrizionale dell’Edith Cowan University (ECU) di Perth in Australia. Dallo studio, inoltre, si evince che l’effetto protettivo è ascrivibile solo alla frutta e non ai succhi di frutta.

Il diabete di tipo 2 è una patologia molto diffusa e la sua incidenza è destinata a salire: secondo le stime disponibili, nel 2019 avevano una diagnosi di diabete 463 milioni di adulti in tutto il mondo; ad esserne affetti potrebbero esserne circa 700 milioni di persone nel 2045 (2). Vista l’incidenza così elevata di questa condizione, è fondamentale trovare delle strategie che permettano di prevenirla efficacemente. Diversi studi evidenziano con sicurezza che strategie di prevenzione molto valide nei confronti dello sviluppo di diabete di tipo 2 consistano nel seguire una dieta sana e nel praticare regolarmente attività fisica (3).

In questo studio i ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 7.675 partecipanti dell’Australian Diabetes, Obesity and Lifestyle Study del Baker Heart and Diabetes Institute che hanno fornito informazioni sull’assunzione di frutta e succhi di frutta attraverso la compilazione di un questionario delle frequenze alimentari. In tutti i partecipanti sono stati misurati i livelli di glicemia in diversi momenti della giornata: a digiuno e 2 ore dopo i pasti. È stata quindi valutata la presenza di diabete dopo 5 e 12 anni dall’inizio dello studio (1).

Dall’analisi dei risultati è emerso che le persone che consumavano due porzioni di frutta al giorno avevano il 36% di probabilità in meno di sviluppare il diabete a 5 anni di distanza rispetto alle persone con un consumo inferiore di frutta intera, anche dopo correzione per i fattori di confondimento legati alla dieta e allo stile di vita. Questa correlazione era presente solo per il consumo di frutta e non di succhi, probabilmente perché questi ultimi sono più ricchi di zuccheri e più poveri di fibre rispetto alla frutta intera (1). Secondo i ricercatori la capacità del consumo regolare e costante di frutta nel ridurre il rischio di diabete è ascrivibile al suo contenuto in sostanze fitochimiche che possono contribuire ad aumentare la sensibilità all’azione svolta dall’insulina. Le fibre, largamente presenti nella frutta, inoltre, favoriscono la regolazione del rilascio di glucosio nel sangue. Dallo studio emerge, infine, che i frutti più protettivi nei confronti dello sviluppo di diabete sembrano essere mele, banane e arance anche se, occorre ricordarlo, la prevenzione del diabete non può prescindere dal seguire una dieta sana ed equilibrata e dalla pratica regolare dell’attività fisica.

  1. Bondonno, N. P., Davey, R. J., Murray, K., Radavelli-Bagatini, S., Bondonno, C. P., Blekkenhorst, L. C., … & Hodgson, J. M. (2021). Associations between fruit intake and risk of diabetes in the AusDiab cohort. J Clin Endocrinol Metab. doi: 10.1210/clinem/dgab335.
  2. Cho, N., Shaw, J. E., Karuranga, S., Huang, Y., da Rocha Fernandes, J. D., Ohlrogge, A. W., & Malanda, B. (2018). IDF Diabetes Atlas: Global estimates of diabetes prevalence for 2017 and projections for 2045. Diabetes research and clinical practice, 138, 271-281.
  3. Schwingshackl, L., Hoffmann, G., Lampousi, A. M., Knüppel, S., Iqbal, K., Schwedhelm, C., … & Boeing, H. (2017). Food groups and risk of type 2 diabetes mellitus: a systematic review and meta-analysis of prospective studies. European journal of epidemiology, 32(5), 363-375.

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