Microbiota e plasticità cerebrale: scoperto un nuovo nesso tra asse intestino-cervello ed esperienze vissute

cervello e microbiota

Quale nuova scoperta è stata fatta sull’asse intestino-cervello?

Dopo la scoperta dell’esistenza di un’effettiva modalità di comunicazione lungo l’asse intestino-cervello che influisce sullo sviluppo di manifestazioni psichiche, una recente scoperta aggiunge un tassello importante. Come ormai noto, questa comunicazione coinvolge attivamente anche i microorganismi presenti nel tratto intestinale, o microbiota, la cui funzione nei confronti del sistema immunitario (1) e della regolazione del peso (2) è nota. Non nota fino a questa scoperta invece è la loro capacità di regolare anche la plasticità cerebrale che li rende, così, un mezzo per intervenire, ad esempio, nella patogenesi e nel decorso delle malattie neurodegenerative (3).  

I ricercatori e il loro studio

Per scoprire di più sull’influenza che il microbiota esercita nei confronti della plasticità cerebrale, abbiamo intervistato Paola Tognini, ricercatrice del Dipartimento di Ricerca traslazionale delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa, affiliata anche al laboratorio di biologia della Scuola Normale Superiore. Il team di ricerca della Dr.ssa Tognini ha condotto uno studio su un modello murino finalizzato a comprendere come i segnali provenienti dai batteri intestinali possano effettivamente influenzare la plasticità neuronale. I ricercatori hanno allevato i topi del gruppo sperimentale (chiamati topi “arricchiti”) in un ambiente ricco di stimoli ambientali, in grado di contribuire alla riattivazione di una plasticità cerebrale tipica della giovane età. In seguito, il microbiota di questo gruppo è stato confrontato con quello di un gruppo campione privo di stimoli esterni.
Il microbiota dei due gruppi mostrava delle differenze significative, tuttavia, nel momento in cui il gruppo dei topi “arricchiti” veniva privato del microbiota, la riattivazione della plasticità neuronale era completamente annullata (3). Questo sembra dunque dimostrare quanto il microbiota influenzi l’attività cerebrale aprendo un ulteriore strada alle future ricerche scientifiche sull’importanza di mantenere un buon microbiota a fronte del legame che intercorre con il cervello.

1. Ansaldo, E., Farley, T. K., & Belkaid, Y. (2021). Control of immunity by the microbiota. Annual review of immunology, 39, 449-479.
2. Koutoukidis, D. A., Jebb, S. A., Zimmerman, M., Otunla, A., Henry, J. A., Ferrey, A., … & Marchesi, J. R. (2022). The association of weight loss with changes in the gut microbiota diversity, composition, and intestinal permeability: a systematic review and meta-analysis. Gut Microbes, 14(1), 2020068.
3. Lupori, L., Cornuti, S., Mazziotti, R., Borghi, E., Ottaviano, E., Dei Cas, M., … & Tognini, P. (2022). The gut microbiota of environmentally enriched mice regulates visual cortical plasticity. Cell Reports, 38(2), 110212.

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