La vitamina C NON cura il raffreddore

La spremuta d’arancia, si sa, è tra i “rimedi della nonna” più famosi in caso di raffreddore, grazie al suo contenuto di vitamina C. Non solo arance, kiwi e limoni, ovvero alimenti famosi per il loro contenuto di vitamina C: in tanti durante il periodo di picco dell’influenza assumono anche integratori di questa vitamina, convinti che possa prevenire e soprattutto curare il raffreddore.
In realtà, la ricerca scientifica ha evidenziato che la vitamina C non possiede proprietà terapeutiche: secondo una Cochrane del 2013 che ha preso in esame numerosi studi su persone che assumevano integratori di vitamina C per la prevenzione o per il trattamento del raffreddore, la supplementazione a scopi preventivi non ha alcun effetto sulla comparsa del raffreddore, ma si osservano soltanto un minimo effetto sulla sua durata (con una riduzione dell’8%) e sulla sua severità. L’utilizzo terapeutico della vitamina C, invece, non ha mostrato alcun effetto sul raffreddore (1).
Ciò non significa che consumare alimenti ricchi di questa preziosa vitamina non sia positivo, anzi: la vitamina C svolge molteplici funzioni nell’organismo, a diversi livelli. In particolar modo, essa contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, elementi sicuramente rilevanti anche per superare il “terribile” raffreddore.

(1) Hemilä, H., & Chalker, E. (2013). Vitamin C for preventing and treating the common cold. Cochrane database of systematic reviews, (1).

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