Età pediatrica: l’alimentazione peggiora già dal primo anno di vita

Mamma e figlia durante il momento della pappa.

Secondo un nuovo studio recentemente pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, la qualità della dieta in età pediatrica peggiorerebbe con la crescita e già a partire da 1 anno di vita.

Attraverso recall delle 24 ore, lo studio ha valutato i pattern alimentari di 2675 bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 4 anni nell’ambito della coorte NHANES, attribuendo a ciascun soggetto un punteggio calcolato in base al Diet Quality Index Score (DQIS), simile al classico HEI (Healthy Eating Index), ma maggiormente applicabile al contesto americano. Nello specifico, questo sistema tiene conto sia degli alimenti consumati che delle porzioni, considerando in particolare 9 categorie alimentari – latte, cereali, proteine, vegetali, frutta, succhi, bevande zuccherate, dolci e snack salati – e attribuendo 5 punti (il massimo) se il quantitativo consumato per ogni categoria è pari a quanto raccomandato, 2,5 punti per consumi superiori o inferiori e 0 punti per consumi nulli o eccessivi: ad esempio, per la fascia di età 6-11 mesi, il consumo di latte materno corrispondeva ad uno score di 5, quello latte in formula 1,25-2,5 e quello vaccino 0.

Lo score medio registrato in tutto il campione è risultato pari a 22,4, circa il 50% del punteggio massimo raggiungibile e si riduce progressivamente con l’aumentare dell’età, probabilmente complice anche la maggiore autonomia decisionale dei soggetti. In particolare, nelle fasce di età superiori ad 1 anno è emerso un apporto energetico superiore rispetto alle raccomandazioni e sbilanciato a favore di proteine e carboidrati, oltre che un consumo di sale elevato. I punteggi più bassi sono stati registrati nel caso di soggetti appartenenti alle fasce socio-economiche inferiori.

Il fatto che la qualità della dieta in età pediatrica abbia molti margini di miglioramento e peggiori con la crescita non è una novità, ma questo studio, seppur con alcuni limiti tra cui la valutazione dei consumi tramite un unico recall, mostra come tale peggioramento possa cominciare già dal primo anno di vita, enfatizzando a maggior ragione l’importanza di interventi di educazione alimentare a partire dallo svezzamento. Particolarmente rilevante è il dato sul sale: oltre a determinare un carico eccessivo a livello renale, in questa fascia di età un consumo eccessivo può essere determinante nell’abituare il palato a un gusto troppo salato, condizionando quindi le scelte alimentari future, come precisato dalle linee guida della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

I dati sull’alimentazione pediatrica non sono rassicuranti nemmeno nel caso dell’Italia: secondo gli ultimi dati Istat il 28,3% dei bambini e ragazzi consuma quotidianamente dolci, il 13,8% consuma quotidianamente snack salati e solo il 12,6% consuma 4 o più porzioni di frutta e/o verdura al giorno (quanto raccomandato).

  • Hamner, H. C., & Moore, L. V. (2019). Dietary quality among children from 6 months to 4 years, NHANES 2011–2016. The American journal of clinical nutrition.
  • Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale  (2007). Da 0 a 6 anni Una guida per la famiglia.

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