
L’American Heart Association (AHA) ha pubblicato le proprie raccomandazioni dietetiche per la riduzione del rischio cardiovascolare, rilasciando un nuovo scientific statement. Il documento consolida le evidenze più recenti su pattern alimentari, singoli alimenti e nutrienti, con un approccio pratico pensato anche per i professionisti della nutrizione coinvolti nella prevenzione cardiovascolare. Secondo le indicazioni AHA 2026, un pattern alimentare cardioprotettivo dovrebbe includere:
- Raggiungere e mantenere un peso corporeo adeguato (lavorando su intake calorico e spesa energetica)
- Dieta ricca di frutta, verdure e legumi
- Preferire alimenti a base di cereali integrali
- Ridurre l’assunzione di zuccheri e sale
- Evitare l’alcol
Le raccomandazioni AHA 2026 confermano che la qualità complessiva del pattern alimentare rappresenta uno dei principali determinanti modificabili del rischio cardiovascolare.
Mantenere un peso corporeo ideale: bilancio energetico e attività fisica
Il mantenimento del peso corporeo è la priorità assoluta per ottimizzare la salute cardiovascolare: l’eccesso ponderale è un fattore di rischio per diabete di tipo 2, ipertensione e sindrome cardio-nefro-metabolica.
Per la gestione del bilancio energetico, pattern alimentari strutturati come la dieta DASH e la dieta mediterranea, ricche di frutta, verdura, pesce e legumi (ne abbiamo parlato anche qui), rappresentano strumenti di prima scelta: entrambi supportano la salute cardiovascolare e favoriscono il mantenimento di un peso corporeo adeguato nel lungo periodo.
Le indicazioni sull’attività fisica raccomandate per un piano integrato di prevenzione cardiovascolare sono:
- bambini in età prescolare: attività fisica durante tutta la giornata
- bambini e adolescenti: almeno 60 minuti/giorno di attività moderata o intensa
- adulti: almeno 150 minuti/settimana di attività moderata-intensa + esercizi di resistenza muscolare
Abbondanza di frutta e verdura: considerare anche versioni surgelate
Frutta e verdura intere o minimamente processate sono il cuore di qualsiasi dietary pattern cardioprotettivo. Le evidenze mostrano associazioni consistenti con il miglioramento di lipidi plasmatici, pressione arteriosa e controllo glicemico nel diabete di tipo 2. Forniscono micronutrienti essenziali e, nella forma intera (non in succo), fibra alimentare.
Dal punto di vista pratico, il documento sottolinea che costo, convenienza e deperibilità possono limitare il consumo di prodotti freschi. Per questo motivo, l’AHA considera equivalenti anche le versioni surgelate e in scatola, preferibilmente senza zuccheri aggiunti e a basso contenuto di sodio.
Aumentare consumo di cereali integrali
I cereali integrali conservano tutti e tre i componenti del chicco (endosperma amidaceo, germe interno e crusca esterna), offrendo una matrice complessa di fibra, vitamine, minerali e composti bioattivi.
Il consumo regolare di cereali integrali è associato a una riduzione del rischio di:
- malattie cardiovascolari
- diabete di tipo 2
- sindrome metabolica
Grassi insaturi al posto dei grassi saturi
Un altro punto centrale delle linee guida AHA 2026 riguarda la qualità dei grassi alimentari. Sostituire le fonti di grassi saturi con grassi polinsaturi (e in misura minore monoinsaturi) riduce le concentrazioni di colesterolo LDL, fattore causale di malattie cardiovascolari.
L’indicazione pratica è quella di privilegiare grassi vegetali non tropicali, come l’olio extravergine d’oliva, rispetto ai grassi animali più ricchi di saturi, come il burro.
Questa raccomandazione si inserisce in un approccio dietetico orientato non all’eliminazione totale dei lipidi, ma al miglioramento della qualità complessiva dell’apporto lipidico.
Ridurre zuccheri aggiunti e sodio
Zuccheri aggiunti e rischio cardiovascolare
L’AHA ribadisce il ruolo critico degli zuccheri aggiunti nella salute cardiometabolica. Gli adulti che consumano ≥25% dell’energia da zuccheri aggiunti hanno un rischio di mortalità cardiovascolare quasi tre volte superiore a chi ne assume meno del 10%. Le bevande zuccherate rappresentano la principale fonte di zuccheri aggiunti nella dieta e sono associate a obesità, diabete di tipo 2 e malattia coronarica.
Sodio, potassio e pressione arteriosa
Sodio e potassio hanno effetti opposti sulla pressione arteriosa. L’approccio raccomandato è:
- ridurre il sodio scegliendo alimenti a basso contenuto di sodio e preparando i cibi con poco o senza sale
- aumentare il potassio attraverso un’alimentazione ricca di frutta e verdura
- valutare l’utilizzo di sostituti del sale arricchiti di potassio (con attenzione nei pazienti con insufficienza renale o alterata escrezione urinaria di potassio)
Alcol: se non si consuma, non iniziare; se si consuma, limitare
Lo scientific statement recepisce le più recenti linee guida AHA/ACC sulla gestione della pressione arteriosa, aggiornate nel 2025, che raccomandano di evitare il consumo di alcol nella prevenzione e nel trattamento dell’ipertensione.
La posizione è netta: la relazione tra alcol e pressione arteriosa appare lineare e progressiva già a bassi livelli di consumo. Per questo motivo:
- chi non consuma alcol non dovrebbe iniziare a farlo per presunti benefici cardiovascolari
- chi consuma alcol dovrebbe ridurne l’assunzione
Il documento supera quindi il concetto tradizionale del “consumo moderato protettivo”, sempre più ridimensionato dalle evidenze scientifiche recenti.
Un approccio integrato per la pratica clinica del nutrizionista
Il messaggio centrale dello scientific statement AHA 2026 è che la prevenzione cardiovascolare non dipende dal singolo alimento o nutriente, ma dalla qualità complessiva del pattern alimentare adottato nel corso della vita.
Per il nutrizionista, questo significa sviluppare percorsi nutrizionali personalizzati, sostenibili e realistici, capaci di integrare:
- evidenze scientifiche aggiornate
- condizioni cliniche individuali
- abitudini culturali e sociali
- accessibilità economica degli alimenti
L’obiettivo finale non è soltanto migliorare parametri metabolici nel breve termine, ma favorire comportamenti alimentari duraturi in grado di ridurre il rischio cardiovascolare lungo tutto l’arco della vita.
Bibliografia
Lichtenstein AH, Khera A, Anderson CAM, et al. 2026 Dietary Guidance to Improve Cardiovascular Health: A Scientific Statement From the American Heart Association. Circulation. Published online March 31, 2026. doi:10.1161/CIR.0000000000001435
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