Non demonizziamo i latticini: 1 porzione in più al giorno può proteggere dalla sindrome metabolica

Spesso oggetto di un’impropria demonizzazione, i latticini ricoprono, in realtà, un ruolo importante in un modello alimentare equilibrato come quello mediterraneo.
A tal proposito, è stata recentemente realizzata una revisione sistematica e meta-analisi degli studi disponibili, comprensiva di 10 studi cross-sectional, 2 studi caso-controllo e 29 studi di coorte, per valutare la relazione tra il consumo di diverse tipologie di latticini e il rischio di sindrome metabolica e dei disturbi che ne sono alla base. Dall’analisi è emerso che incrementare di una porzione giornaliera (200 g) il consumo totale di latticini (comprensivo di latte, yogurt, formaggi e dessert) si associa con un rischio inferiore del 9% di sindrome metabolica mentre incrementare l’assunzione di latte e di yogurt di una porzione (intesa come 200 g per il latte e 100 g per lo yogurt) si associa ad una riduzione del rischio del 13% e del 18%, rispettivamente. Inoltre, il maggiore consumo di latticini si associa positivamente con un minor rischio di alcune componenti della sindrome metabolica, quali l’iperglicemia, l’elevata pressione arteriosa, l’ipertrigliceridemia e i bassi livelli di colesterolo HDL. Questi risultati sottolineano, ancora una volta, l’importanza di includere i latticini, fonti di proteine di elevata qualità e di importanti micronutrienti, nell’alimentazione quotidiana.

 

Lee, M., Lee, H., & Kim, J. (2018). Dairy food consumption is associated with a lower risk of the metabolic syndrome and its components: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Nutrition, 1-12.

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