Legumi: confermati i benefici per la salute cardiovascolare

Fagioli bianchi

Consumare un buon quantitativo di legumi può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e obesità. È quanto emerge da una revisione di 28 studi prospettici di coorte nata con l’obiettivo di aggiornare le linee guida dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) (1). Infatti, mentre molte linee guida ne incoraggiano il consumo al fine di abbassare i livelli di colesterolo plasmatico e di pressione arteriosa (2) e altre, come quelle del Diabetes Canada (3), ne raccomandano l’impiego per un maggiore controllo della glicemia e del peso, quelle dell’EASD  raccomandavano il consumo di legumi principalmente per il raggiungimento dell’adeguato apporto di fibra.

Dalla meta-analisi è emerso che confrontando il livello più alto di assunzione con quello più basso, si osserva una riduzione dell’8% di incidenza di malattie cardiovascolari, del 10% di malattie coronariche, del 9% di ipertensione e del 13% di obesità. Non sono state rilevate, invece, associazioni tra livello di assunzione e mortalità né incidenza di diabete. Secondo lo studio i possibili effetti benefici delle leguminose sarebbero da ricondurre ad alcuni micronutrienti come magnesio, potassio e al basso indice glicemico. Importanti sono anche le implicazioni socio-ambientali del consumo di legumi, sia nel ridurre i costi legati all’assistenza sanitaria, sia in termini di sostenibilità ambientale.

In conclusione, i risultati, seppur con qualche limitazione e bassa evidenza, supportano l’assunzione di legumi per la prevenzione di alcune patologie cardio-metaboliche, così come esplicitano anche le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana (4). Nonostante le raccomandazioni a favore di un consumo di legumi siano all’ordine del giorno, secondo gli ultimi dati INRAN-SCAI, il consumo in Italia è ancora molto basso e solo il 35% della popolazione dichiara di assumerli (5).

  1. Viguiliouk, E., Glenn, A. J., Nishi, S. K., Chiavaroli, L., Seider, M., Khan, T., … & Kendall, C. W. (2019). Associations between Dietary Pulses Alone or with Other Legumes and Cardiometabolic Disease Outcomes: An Umbrella Review and Updated Systematic Review and Meta-analysis of Prospective Cohort Studies. Advances in Nutrition, 10(Supplement_4), S308-S319.
  2. AHA guideline on the primary prevention of cardiovascular disease: a report of the American College of Cardiology/American Heart Association Force on Clinical Practice Guidelines (2019).
  3. Diabetes Canada Clinical Practice Guidelines Expert Committee (2018). Diabetes Canada Clinical Practice Guidelines for the Prevention and Management of Diabetes in Canada.
  4. Cialfa, E., D’amicis, A., Leclercq, C., Quaglia, G. B., Sette, S., Ticca, M., & Tomassi, G. (2003). Linee guida per una sana alimentazione italiana. Rome: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.
  5. Leclercq, C., Arcella, D., Piccinelli, R., Sette, S., & Le Donne, C. (2009). The Italian National Food Consumption Survey INRAN-SCAI 2005–06: main results in terms of food consumption. Public health nutrition12(12), 2504-2532.

1 commento

  1. Argomenti di interesse generale molto importanti per la salute pubblica anche se noti nella saggia cultura agroalimentare delle popolazioni contadine italiane. Ma come ben dicevano i Latini : “Repetita iuvant”. Gerlando Palillo.

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