Valori di riferimento per l’assunzione: è giusto estenderli ai non-nutrienti? Il caso della luteina

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La luteina è una xantofilla afferente al gruppo dei carotenoidi, contenuta soprattutto nel tuorlo d’uovo e nei vegetali a foglia verde. I suoi effetti protettivi a livello di salute dell’occhio sono noti da tempo, al punto da sollevare la questione se sia sensato o meno individuare anche per questo composto dei valori di riferimento per l’assunzione (quelli che vengono chiamati Dietary Reference Value o DRV in Europa e Dietary Reference Intake o DRI in America). A domandarselo sono dei ricercatori americani che, dopo aver valutato i 9 criteri prestabiliti, confermano che la luteina avrebbe tutte le carte in regola per ‘avere diritto’ a dei veri e propri DRI. L’aspetto più interessante della faccenda sarebbe l’estensione dei valori di riferimento non soltanto ai composti essenziali, ma anche a quelli – come la luteina appunto – non essenziali, ma utili nella promozione di un buono stato di salute.

Ranard, K. M., Jeon, S., Mohn, E. S., Griffiths, J. C., Johnson, E. J., & Erdman, J. W. (2017). Dietary guidance for lutein: consideration for intake recommendations is scientifically supported. European Journal of Nutrition, 1-6.

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