Informativa
Close

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Valori di riferimento per l’assunzione: è giusto estenderli ai non-nutrienti? Il caso della luteina

21 novembre 2017 0 Commenti Le ultime dalla ricerca 973 Views
Valori di riferimento per l’assunzione: è giusto estenderli ai non-nutrienti? Il caso della luteina

La luteina è una xantofilla afferente al gruppo dei carotenoidi, contenuta soprattutto nel tuorlo d’uovo e nei vegetali a foglia verde. I suoi effetti protettivi a livello di salute dell’occhio sono noti da tempo, al punto da sollevare la questione se sia sensato o meno individuare anche per questo composto dei valori di riferimento per l’assunzione (quelli che vengono chiamati Dietary Reference Value o DRV in Europa e Dietary Reference Intake o DRI in America). A domandarselo sono dei ricercatori americani che, dopo aver valutato i 9 criteri prestabiliti, confermano che la luteina avrebbe tutte le carte in regola per ‘avere diritto’ a dei veri e propri DRI. L’aspetto più interessante della faccenda sarebbe l’estensione dei valori di riferimento non soltanto ai composti essenziali, ma anche a quelli – come la luteina appunto – non essenziali, ma utili nella promozione di un buono stato di salute.

Ranard, K. M., Jeon, S., Mohn, E. S., Griffiths, J. C., Johnson, E. J., & Erdman, J. W. (2017). Dietary guidance for lutein: consideration for intake recommendations is scientifically supported. European Journal of Nutrition, 1-6.

Articoli correlati

0 Commenti

Nessun Commento!

Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Lascia una risposta