Saziarsi mangiando meno: questione di allenamento?

Sugar addiction, nutrition choices, motivation and healthy lifestyle. Cropped portrait of overweight woman refusing sweet food

Il problema centrale dell’obesità primaria è l’incapacità del soggetto di “controllare” la propria alimentazione: i soggetti obesi hanno infatti bisogno di più cibo per sentirsi sazi, complice una ridotta sensibilità dei recettori (1) e una maggiore capacità gastrica, di circa il 75% in più (2).

L’obesità non è un problema di alimenti da evitare, nel senso che non vi sono alimenti più colpevoli di altri nel favorirla, ma sono le frequenze e le quantità di consumo a fare la differenza. In un’alimentazione equilibrata trovano spazio tutti gli alimenti, ma se si assumono pasti ipercalorici regolarmente facendo anche una vita sedentaria, l’aumento di peso è inevitabile. La buona notizia è che il processo potrebbe essere reversibile.

Esemplificazione del volume gastrico di soggetti normopeso e obesi a confronto
Esemplificazione del volume gastrico di soggetti normopeso e obesi a confronto

Secondo uno studio pubblicato su Obesity che ha coinvolto 53 soggetti obesi e in sovrappeso, non solo il BMI sarebbe inversamente correlato alla nostra sensibilità al gusto, ma ciò che è più interessante è che quest’ultima sarebbe modificabile. I ricercatori hanno infatti sottoposto la metà dei soggetti ad una dieta Low Fat (in cui le calorie da grassi erano pari 25% del totale giornaliero) e l’altra metà ad una dieta Portion Control (in cui le calorie da grassi erano pari 33% del totale giornaliero): dopo 6 settimane la soglia di percezione dei grassi si era ridotta in entrambi i gruppi rispetto al baseline, ma in maniera più consistente nel gruppo sottoposto a dieta Low Fat (3), permettendo quindi a questi soggetti di sentirsi sazi anche con consumi alimentari inferiori rispetto allo stadio iniziale.

Il modo in cui ci alimentiamo potrebbe determinare la nostra capacità di sentirci sazi non solo influenzando la sensibilità dei recettori, ma anche impattando direttamente sulla capacità gastrica: uno studio condotto da ricercatori della Columbia University su soggetti in stato di obesità ha infatti rilevato una riduzione significativa della capacità gastrica in soggetti sottoposti a una dieta ipocalorica per 4 settimane (4).

  1. Simmons, W. K., & DeVille, D. C. (2017). Interoceptive contributions to healthy eating and obesity. Current Opinion in Psychology, 17, 106-112.
  2. Geliebter, A. (1988). Gastric distension and gastric capacity in relation to food intake in humans. Physiology & behavior, 44(4), 665-668.
  3. Newman, L. P., Bolhuis, D. P., Torres, S. J., & Keast, R. S. (2016). Dietary fat restriction increases fat taste sensitivity in people with obesity. Obesity, 24(2), 328-334.
  4. Geliebter, A., Schachter, S., Lohmann-Walter, C., Feldman, H., & Hashim, S. A. (1996). Reduced stomach capacity in obese subjects after dieting. The American journal of clinical nutrition, 63(2), 170-173.

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