Matcha vs maca: conosci la differenza?

matcha e maca in polvere

Da anni si sente parlare di “superfood”, ovvero alimenti particolarmente ricchi di nutrienti, minerali, vitamine e composti bioattivi, a cui sono attribuiti particolari benefici per la salute, anche se in realtà non c’è una definizione ufficiale. Tra queste tipologie di cibi, il matcha e la maca hanno riscosso molto successo, il primo in particolare, tanto che “matcha” è una delle ricerche in continua crescita dal 2015 secondo Google Trends. Ma cosa sono esattamente e quali sono le proprietà per cui vengono tanto apprezzati questi 2 prodotti dal nome molto simile ma in realtà completamente diversi?

Matcha
Il tè (Camellia sinensis L.) è una delle piante più gradite e da sempre utilizzate dal genere umano. Si presume che il tè matcha, una varietà di tè verde, fosse consumato principalmente nel VI secolo come preparato terapeutico a base di erbe e solo in seguito tradizionalmente prodotto e consumato nei monasteri buddisti in Cina (1).
Il matcha dopo la sua lavorazione si presenta come un composto di polvere verde sottilissima, ottenuta dai germogli della pianta (2). Questo tè ha un alto contenuto di polifenoli, caffeina e clorofilla, proprietà che vengono studiate molto in ambito scientifico, così come il suo contenuto di flavonoidi e la sua capacità antiossidante (2).
Per quel che riguarda caffeina e vitamina C, il contenuto oscillerebbe nel range 19-44 mg/g e 1,6-4 mg/g, rispettivamente; nel caso della vitamina C, in particolare, il contenuto sarebbe circa 2 volte superiore rispetto ad altri tipi di tè (2).
Inoltre, nel più recente studio che ha analizzato l’attività antiossidante del matcha, sembra che la clorofilla b e, in generale, i flavonoidi contribuiscano a questa attività, sebbene siano necessari studi sull’uomo per confermare appieno questo suo potenziale (2).

Maca
La maca (Lepidium meyenii Walp.) è una pianta erbacea coltivata per la sua radice e utilizzata dalla popolazione andina da oltre 2.000 anni, specialmente in Perù, sia come alimento che come “medicina”. A partire dalla fine degli anni ’90 si è affermata come medicina erboristica anche in Cina dove è usata tradizionalmente come potenziatore della fertilità e per trattare una varietà di disturbi come reumatismi, disturbi respiratori e anemia (3).
Negli ultimi 20 anni, la maca è stata introdotta sul mercato globale e la domanda è cresciuta notevolmente, anche sotto il nome di “ginseng peruviano”, appunto per le sue presunte capacità di aumentare la libido e la fertilità (3). La ricerca sulle proprietà terapeutiche della maca ha avuto un picco di popolarità e si è concentrata principalmente sulle proprietà afrodisiache, ma finora gli studi in vivo e gli studi clinici condotti hanno prodotto risultati inconcludenti (3).
Lo studio del profilo chimico, tuttavia, ha permesso l’individuazione di nuovi composti, tipici esclusivamente della maca, come le “macamidi” a cui gli effetti terapeutici della maca sono stati attribuiti, anche se, anche in questo caso, mancano sufficienti dati a supporto (3).

  1. Dietz, C., & Dekker, M. (2017). Effect of green tea phytochemicals on mood and cognition. Current pharmaceutical design, 23(19), 2876-2905.
  2. Koláčková, T., Kolofiková, K., Sytařová, I., Snopek, L., Sumczynski, D., & Orsavová, J. (2020). Matcha Tea: Analysis of Nutritional Composition, Phenolics and Antioxidant Activity. Plant Foods for Human Nutrition, 75(1), 48-53.
  3. Beharry, S., & Heinrich, M. (2018). Is the hype around the reproductive health claims of maca (Lepidium meyenii Walp.) justified?. Journal of ethnopharmacology, 211, 126-170.

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