Dolcificanti, microbioma e risposta glicemica: quale nesso?

I dolcificanti non nutritivi (NNS) come stevia, aspartame, saccarina e sucralosio sono spesso utilizzati come alternative allo zucchero. Uno studio condotto dal Weizmann Institute of Science israeliano indica che questi dolcificanti possono avere un impatto sul microbioma e influenzare la risposta glicemica, nonostante siano comunemente considerati inerti per il corpo umano. 

La crescente diffusione dei dolcificanti è associata all’aumento di sovrappeso, obesità e iperglicemia nella popolazione. L’alto consumo di zuccheri nelle diete moderne ha portato all’utilizzo di NNS come strategia per ridurre l’apporto calorico e la risposta glicemica post-prandiale. Anche se esistono studi che collegano i dolcificanti a possibili effetti negativi sulla salute umana, non ci sono ancora evidenze chiare su un meccanismo che spieghi come sostanze “metabolicamente inerti” possano influenzare il metabolismo umano. 

Al fine di indagare ulteriormente il ruolo che i dolcificanti possono avere sulla salute umana, è stato condotto uno studio clinico controllato randomizzato (RCT) con particolare riferimento alla salute metabolica e al microbioma, anche in ragione dei diversi studi precedenti su modelli animali che hanno evidenziato proprio la loro potenziale alterazione a seguito del consumo di NNS.

Lo Studio

Lo scopo dello studio è stato quello di valutare gli effetti dei dolcificanti sul microbioma e sulla salute metabolica. I partecipanti sono stati divisi in 6 gruppi (di cui 4 di intervento e 2 di controllo) e hanno ricevuto diversi dolcificanti o placebo per 14 giorni in dose di 2 bustine/3 volte al giorno. Per evitare l’effetto confondente del glucosio presente nelle bustine di miscela, uno dei gruppi di controllo è stato sottoposto al consumo di 5 g di glucosio al giorno, mentre l’altro gruppo di controllo non ha ricevuto alcun tipo di integratore. Lo studio è stato strutturato in tre fasi: sono stati effettuati controlli basali dei parametri metabolici, metabolomici e del microbioma per 7 giorni, seguiti da 14 giorni di esposizione ai diversi interventi nutrizionali. Successivamente, l’integrazione è stata interrotta e i partecipanti sono stati seguiti per altri 7 giorni. Per valutare l’effetto sul controllo glicemico, i partecipanti hanno indossato un monitor continuo del glucosio per l’intera durata dello studio e sono stati sottoposti a test di tolleranza al glucosio in giorni prestabiliti. Inoltre, sono stati raccolti campioni di microbioma fecale e della cavità orale sempre nei giorni prestabiliti. 

I risultati hanno mostrato che i diversi dolcificanti hanno influenzato il microbiota intestinale in modo individuo-specifico e NNS-specifico, con saccarina e sucralosio che hanno anche avuto effetti significativi sulle risposte glicemiche. 

Un’interessante prova, questa, che i dolcificanti non nutritivi, nonostante siano privi di calorie, possono avere effetti sull’organismo e sul microbioma, suggerendo che il loro consumo possa paradossalmente portare a disturbi glicemici. 

 

Fonte: 

Suez, J., Cohen, Y., Valdés-Mas, R., Mor, U., Dori-Bachash, M., Federici, S., … & Elinav, E. (2022). Personalized microbiome-driven effects of non-nutritive sweeteners on human glucose tolerance. Cell.  

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