Il consumo di acqua nei bambini influenza le performance cognitive?

bambina beve acqua

Nell’età preadolescenziale l’assunzione di acqua non influenzerebbe soltanto il livello di idratazione, ma anche le performance cognitive: è quanto emerge da un recentissimo studio condotto dall’Università dell’Illinois e pubblicato su The Journal of Nutrition.

I dati mostrano come, a livello globale, una grande percentuale di popolazione, sia di adulti che di bambini, assuma meno acqua rispetto a quanto consigliato (1), ma mentre gli effetti della disidratazione sulla concentrazione sono da tempo noti per quanto riguarda gli adulti, pochi studi finora ne hanno esaminato l’impatto nei bambini (1).

Con l’obiettivo di valutare gli effetti dell’idratazione sulle performance cognitive in età preadolescenziale, i ricercatori hanno messo a punto uno studio crossover coinvolgendo 70 bambini tra i 9 e gli 11 anni. Il modello sperimentale prevedeva per ogni soggetto un apporto di acqua ad libitum (AL) per 4 giorni, un apporto di acqua pari a 2,5 L/d per altri 4 giorni e una successiva assunzione di acqua pari a 0,5 L/d per un periodo di 4 giorni. Come outcome primari sono stati valutati indicatori di performance cognitive come inibizione, memoria e flessibilità, tramite appositi test, mentre come outcome secondari sono stati considerati gli indici di idratazione, cioè colore, peso specifico e osmolarità delle urine (2).

Come ci si poteva aspettare, dai risultati sono emerse differenze significative degli outcome in funzione del quantitativo di acqua consumato. In particolare, in corrispondenza di consumi pari a 0,5 L al giorno sono stati rilevati i valori degli indici di idratazione in assoluto più alti: colore più scuro delle urine, maggiore peso specifico e maggiore osmolarità. Tali valori si abbassavano significativamente in caso di consumo ad libitum e si abbassavano drasticamente (di circa 4 volte) per consumi pari a 2,5 L al giorno (2).

In corrispondenza del consumo di acqua più elevato miglioravano inoltre gli outcome legati a memoria e flessibilità: in particolare, le attività di memorizzazione richiedevano un “tempo di reazione” inferiore del 34% per consumi di 2,5 L di acqua al giorno rispetto a consumi di solo 0,5 L (2). 

Nel complesso, un consumo di acqua pari a 2,5 L al giorno è risultato associato a un miglior livello di idratazione e a migliori performance cognitive rispetto a consumi ad libitum o pari a mezzo litro al giorno (2). Inoltre, poiché gli indici di idratazione risultavano comunque piuttosto simili per consumi ad libitum e consumi bassi (0,5 L/d), è ragionevole supporre che i soggetti – quando lasciati liberi di consumare acqua senza indicazioni – ne assumessero effettivamente una bassa quantità (2).

Attualmente i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione raccomandano un’assunzione di acqua pari a 1,8 L/die per i bambini tra i 7 e i 10 anni e di 2,1 L/die e 1,9 L/die rispettivamente per i ragazzi e per le ragazze tra gli 11 e i 14 anni (2).

   Fascia d’età Assunzione adeguata (mL/die)
LATTANTI 6-12 mesi 800
BAMBINI-ADOLESCENTI    
  1-3 anni 1200
  4-6 anni 1600
  7-10 anni 1800
Maschi 11-14 anni 2100
  15-17 anni 2500
Femmine 11-14 anni 1900
  15-17 anni 2000

LARN – Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana: ACQUA (3).

  1. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition, and Allergies (NDA). (2010). Scientific opinion on dietary reference values for water. EFSA Journal, 8(3), 1459.
  2. Khan, N. A., Westfall, D. R., Jones, A. R., Sinn, M. A., Bottin, J. H., Perrier, E. T., & Hillman, C. H. (2019). A 4-d water intake intervention increases hydration and cognitive flexibility among preadolescent children. The Journal of nutrition, 149(12),.
  3. SINU. (2014). Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana–IV Revisione. Società Italiana di Nutrizione Umana.

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