Consumo di pesce e rischio metilmercurio: “scagionato” il tonno

Il tonno, considerato in alcuni casi una specie ad elevato contenuto di metilmercurio (metallo pesante la cui assunzione dovrebbe essere limitata soprattutto in gravidanza), sembra essere “innocente”. È quanto è emerso dai risultati di un recente studio in cui sono state esaminate diverse specie di pesce in base al quantitativo di selenio e di mercurio in esse presenti. Nello specifico, è stato calcolato l’“Health Benefit Value (HBV)”, che indica il quantitativo di selenio e mercurio presente in un alimento e permette di stimare il rischio o beneficio legato al suo consumo. Considerando la nota abilità del selenio di ridurre o eliminare l’effetto tossico legato ad elevate concentrazioni di mercurio, la sua presenza in eccesso rispetto al metilmercurio, indicata da un HBV positivo, risulta benefica. Dall’analisi è emerso che l’HBV di alcune specie di squalo e di balena (poco consumate in Europa) e del pesce spada era negativo ed inversamente correlato con il peso del pesce mentre quello dello squalo alopia, del tonno obeso e del tonno striato era positivo, e quindi il loro consumo sicuro.

 

Ralston, N. V., Kaneko, J. J., & Raymond, L. J. (2019). Selenium Health Benefit Values Provide a Reliable Index of Seafood Benefits vs. Risks. Journal of Trace Elements in Medicine and Biology.

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