Informativa
Close

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Consumo di pesce e rischio metilmercurio: “scagionato” il tonno

29 luglio 2019 0 Commenti Le ultime dalla ricerca 530 Views
Consumo di pesce e rischio metilmercurio: “scagionato” il tonno

Il tonno, considerato in alcuni casi una specie ad elevato contenuto di metilmercurio (metallo pesante la cui assunzione dovrebbe essere limitata soprattutto in gravidanza), sembra essere “innocente”. È quanto è emerso dai risultati di un recente studio in cui sono state esaminate diverse specie di pesce in base al quantitativo di selenio e di mercurio in esse presenti. Nello specifico, è stato calcolato l’“Health Benefit Value (HBV)”, che indica il quantitativo di selenio e mercurio presente in un alimento e permette di stimare il rischio o beneficio legato al suo consumo. Considerando la nota abilità del selenio di ridurre o eliminare l’effetto tossico legato ad elevate concentrazioni di mercurio, la sua presenza in eccesso rispetto al metilmercurio, indicata da un HBV positivo, risulta benefica. Dall’analisi è emerso che l’HBV di alcune specie di squalo e di balena (poco consumate in Europa) e del pesce spada era negativo ed inversamente correlato con il peso del pesce mentre quello dello squalo alopia, del tonno obeso e del tonno striato era positivo, e quindi il loro consumo sicuro.

 

Ralston, N. V., Kaneko, J. J., & Raymond, L. J. (2019). Selenium Health Benefit Values Provide a Reliable Index of Seafood Benefits vs. Risks. Journal of Trace Elements in Medicine and Biology.

Articoli correlati

0 Commenti

Nessun Commento!

Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Lascia una risposta