App contacalorie: sono utili per gli utenti e i Professionisti della Salute?

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Se ne trovano sugli store e il loro fine è generalmente quello di aiutare le persone a impostare una dieta o perdere peso. L’uso di applicazioni per il monitoraggio delle calorie sta aumentando in modo esponenziale (1) e probabilmente il periodo passato in casa dovuto all’emergenza ha contribuito, anche attraverso i social, a far crescere l’interesse e la curiosità verso questi strumenti. Ma sono davvero utili e affidabili?

In un recentissimo studio, pubblicato su Nutrients, un gruppo europeo di ricercatori ha esaminato l’opinione dei professionisti sanitari in merito all’uso di app che stimano l’energia e i nutrienti di un pasto, dopo aver elencato gli ingredienti o fotografato il piatto (2). Lo studio, composto da un sondaggio di 23 domande, è stato completato da 1.001 operatori sanitari di 73 paesi e 6 continenti, tra cui 833 dietisti, 75 medici e 62 infermieri: il 45,5% raccomanda queste app ai propri pazienti, mentre, tra chi non le consiglia, il 22,5% non le conosce (2). A favore delle app sono stati indicati vantaggi come la facilità d’uso (87,1%), il fatto di essere gratuite (72,6%) e ‘validate’ (69%); tra i punti a sfavore, emergeva – tra gli altri – l’eccessivo focus di questi strumenti sulla perdita di peso, piuttosto che sulla capacità di promuovere un cambio di approccio all’alimentazione (2), e le principali criticità riguardavano il database di composizione degli alimenti, che sarebbe impreciso (52%) e non sufficientemente completo di dati (48,2%) (2).

Proprio su quest’ultimo punto, una review pubblicata nel 2019 ha messo a confronto 7 tra le app più usate per il tracking dietetico, disponibili per iOS e Android (1). Partendo da un diario alimentare di 3 giorni, sono stati inseriti i dati relativi ai consumi nelle varie app e successivamente confrontati con l’elaborazione del diario alimentare effettuata basandosi sul database di composizione degli alimenti del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) (1). Confrontando i risultati restituiti dalle app con quelli del diario, è stata riscontrata in media una sovrastima del 10,4% per le proteine, dell’1,4% per le calorie e dell’1% per i carboidrati, e una sottostima del 6,5% per i grassi (1).

Un altro studio che ha valutato l’utilizzo di app contacalorie in 105 studenti universitari con diagnosi di un disturbo alimentare ha evidenziato come il monitoraggio delle calorie potesse peggiorare la condizione, tant’è che il 73% degli utenti percepiva l’app come contributo al proprio disturbo alimentare (3).

Nel complesso, le app contacalorie, se usate in maniera opportuna e in base alle indicazioni del professionista della nutrizione a cui ci si affida, possono essere uno strumento utile per monitorare il proprio consumo, nonostante alcune funzionalità migliorabili e a patto che l’uso non diventi maniacale. In generale, restano preferibili app che educhino a un corretto approccio all’alimentazione piuttosto che al conteggio di calorie (in proposito, qualche tempo fa vi avevamo parlato della recente Oplà). Anche un sondaggio condotto da Nutrimi sui professionisti della nutrizione conferma questi dati: tra i professionisti che consigliano l’uso di app, solo l’8% lo fa per monitorare calorie e macronutrienti, gli altri per la lettura delle etichette e la composizione della spesa o per entrambe le attività.

  1. Ferrara, G., Kim, J., Lin, S., Hua, J., & Seto, E. (2019). A focused review of smartphone diet-tracking apps: usability, functionality, coherence with behavior change theory, and comparative validity of nutrient intake and energy estimates. JMIR mHealth. and uHealth, 7(5), e9232.
  2. Vasiloglou, M.F., Christodoulidis, S., Reber, E., Stathopoulou, T., Lu, Y., Stanga, Z. & Mougiakakou, S. (2020). What Healthcare Professionals Think of “Nutrition & Diet” Apps: An International Survey. Nutrients, 12, 2214.
  3. Levinson, C. A., Fewell, L., & Brosof, L. C. (2017). My Fitness Pal calorie tracker usage in the eating disorders. Eating behaviors, 27, 14-16.

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