Spreco alimentare: come va l’Italia rispetto al resto d’Europa?

cibo che viene buttato

Secondo un’indagine dell’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA, i cui risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Sustainability, in Italia lo spreco alimentare medio è a pari a 370 g alla settimana per famiglia. Lo studio, realizzato su oltre 1.100 famiglie italiane, ha inoltre mostrato che il 77% delle famiglie ha buttato via del cibo nella settimana precedente all’indagine (1).

Quella del CREA è, ad oggi, la prima indagine realizzata in Italia che misura lo spreco alimentare a livello familiare su un campione nazionale rappresentativo e risponde alla necessità di avviare il monitoraggio dello spreco alimentare domestico, al fine di dimezzarlo entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU (1). Nelle regioni ad alto reddito, lo spreco alimentare a livello domestico sembra essere la fonte principale di spreco alimentare, rappresentando anche il 42% del totale generato lungo la filiera alimentare in Europa (2).

Lo studio è stato realizzato in Italia nel 2018 su un campione rappresentativo di 1142 famiglie mediante una metodologia che permettesse il confronto con i risultati di altri Paesi europei, ovvero il Questionario HFW (Household FoodWaste). Agli intervistati, che erano stati precedentemente avvisati di prestare attenzione al cibo sprecato durante un certo periodo di tempo in modo da aumentare la precisione della valutazione, è stato quindi chiesto di riportare la quantità e tipologia di cibo sprecato nella settimana precedente e il suo “status”, ovvero cibo completamente inutilizzato, cibo parzialmente utilizzato, avanzi di pasto o avanzi dopo la conservazione (1).

Dall’analisi è risultato che più del 75% delle famiglie ha buttato via del cibo durante la settimana prima dell’intervista e che la quantità media di cibo sprecato è stata di 370 g a settimana. Frutta fresca, pane, verdure fresche e bevande analcoliche (latte compreso) sono le categorie di alimenti che finiscono maggiormente tra i rifiuti. Inoltre, la gran parte dello spreco alimentare è costituita da alimenti non utilizzati affatto e chiusi (43,2%), seguiti da alimenti parzialmente consumati (30,3%), come, ad esempio, un pezzo di pane, una mezza mela o una confezione aperta di latte, dagli avanzi del piatto (14,6%) e infine dagli avanzi conservati (11,9%) (1).

Considerando anche gli aspetti sociodemografici, pare che maggiore è la dimensione della famiglia, maggiore è lo spreco alimentare. Tuttavia, se si considera lo spreco medio pro capite, i nuclei familiari rappresentati da una sola persona sprecano un quantitativo di cibo maggiore rispetto alle famiglie con cinque o più membri (303 g/ settimana vs 105 g/settimana) (1).

Confrontando il risultato italiano con quello di altri Paesi europei, è emerso che la quantità di cibo sprecato in Italia (370 g) è allineata con quella olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quella spagnola (534 g/settimana), tedesca (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana). Relativamente alla tipologia di spreco, invece, gli alimenti più deperibili sono in cima alla classifica dei rifiuti del gruppo alimentare in tutti i paesi dell’UE; sembra quindi essere la natura deperibile dei prodotti ad aumentare il rischio di spreco (1).

Infine, il fatto che in Italia la maggior parte dei prodotti buttati era totalmente inutilizzata o solo parzialmente utilizzata significa che è più frequente trovare confezioni di cibo non aperte o aperte nel frigorifero o nella dispensa piuttosto che avanzi di cibo buttati. Studiare questo particolare “pattern di spreco”, più comune in Italia che nel resto d’Europa, può essere utile per progettare strategie di prevenzione e interventi educativi diversificati e, ad esempio, sensibilizzare all’acquisto di meno cibo per evitare sprechi, o fornire specifiche informazioni sulla conservazione degli alimenti (1).

  1. Scalvedi, M.L., Rossi, L (2021). Comprehensive Measurement of Italian Domestic Food Waste in a European Framework. Sustainability, 13, 1492.
  2. UN 2015. 2030 Agenda for Sustainable Development.
  3. World Resource Institute. Food Loss and Waste: Setting a Global Action Agenda. World Resource Institute: Washington, DC, USA, 2019.

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