Sovrappeso NON è avere le “ossa grosse”

Sovrappeso non è avere le ossa grosse

Quante volte capita di sentir dire: “Non sono grasso, ho le ossa grosse”? Esistono davvero soggetti con una massa scheletrica più “pesante” o quello delle ossa grosse è soltanto un alibi? Ecco perché il peso dello scheletro influisce poco sul peso totale.

La struttura ossea deve essere tale da consentire il massimo della robustezza con il minimo del peso e il massimo della flessibilità e rappresenta una proporzione piuttosto costante del peso corporeo totale. In un uomo adulto si stima che il suo peso si aggiri tra il 12% e il 15% del peso totale, nel caso del genere femminile e di quello maschile rispettivamente, il che equivale a circa 7 kg per una donna di 60 kg e a 10 kg per un uomo di 70 kg. Questa percentuale può variare solo minimamente da un individuo all’altro, pertanto è chiaro come – a parità di peso corporeo – le differenze tra 2 individui non possano essere imputate al peso dello scheletro.

Lo stato di sovrappeso, che ricordiamo interessare in Italia 4 adulti su 10, è definito da un indice di massa corporea superiore a 25, ma la valutazione del sovrappeso non può prescindere anche dall’analisi della composizione corporea, cioè il calcolo della massa magra e grassa.  Pur non esistendo una definizione condivisa di eccesso ponderale basata sulla percentuale di grasso corporeo, si tende a considerare sovrappeso un individuo che abbia una percentuale di massa grassa superiore al 25% o al 30%, rispettivamente per il genere maschile e per quello femminile.

Un’altra importante considerazione sulle relazioni tra scheletro e peso è il fatto che un elevato livello di massa grassa, soprattutto a livello addominale, oltre a essere un fattore di rischio per molte patologie croniche, può favorire i processi di demineralizzazione ossea e determinare osteoporosi.

Le Linee Guida ricordano inoltre come non esistano un’obesità e un sovrappeso “sani” e sia meglio, in ogni caso, prevenire l’eccesso ponderale, per prevenire potenziali problemi metabolici che possono manifestarsi anche nel lungo termine.

Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (2019). Linee Guida per una sana alimentazione (Edizione 2018).

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