L’esposizione all’acrilammide in gravidanza può avere effetti sul peso del nascituro

donna incinta mangia snack

L’acrilammide, inserita nel gruppo 2A dallo IARC come possibile cancerogeno per l’uomo (1), è una sostanza che può formarsi in alimenti ricchi di carboidrati durante la cottura ad alte temperature, e si concentra nella parte più bruciata dell’alimento (2). Una nuova metanalisi ha evidenziato per la prima volta un’associazione tra l’esposizione all’acrilammide in gravidanza e il peso dei futuri figli (3).

Secondo l’EFSA i principali alimenti che contribuiscono all’esposizione di acrilammide sono patate fritte e caffè. L’esposizione media per un adulto è stimata a 0,4–1,9 µg/kg di peso corporeo al giorno, 1,4–3,4 µg/kg p.c. die nel caso dei bambini (4), livelli che non destano particolari preoccupazioni allo stato attuale (2). Nelle donne in gravidanza, è stato osservato che l’acrilammide poteva essere trasmessa al feto e diversi studi hanno rilevato un’associazione tra esposizione all’acrilammide in gravidanza e outcome neonatali, come il peso e la circonferenza cranica (3).

La presente metanalisi ha identificato 5 studi di coorte, per un totale di 54.728 donne, analizzando l’associazione tra l’esposizione all’acrilammide in gravidanza e parametri come: peso e circonferenza cranica alla nascita, e rischio di sviluppare sovrappeso o obesità in futuro (3).

I risultati hanno evidenziato che il peso alla nascita era significativamente inferiore nel gruppo con esposizione ad acrilammide più elevata rispetto a quello con esposizione più bassa, mentre per quel che riguarda la circonferenza cranica non è stata rilevata una correlazione statisticamente significativa (3). Inoltre, i bambini nati da madri con l’esposizione più alta di acrilammide avevano maggiore rischio di sviluppare sovrappeso o obesità in futuro (3).

In conclusione, la presente metanalisi conferma che l’aumento dell’esposizione gestazionale all’acrilammide aumenta il rischio di un minor peso alla nascita e un maggior rischio di sovrappeso e obesità negli anni, sebbene siano necessari ulteriori studi per definire i meccanismi biologici alla base (3).

  1. IARC (2020). List of Classifications. Agents classified by the IARC Monographs, Volumes 1–125. [Cited 2020 July 27].
  2. EFSA (2015). La valutazione del rischio spiegata dall’EFSA. L’acrilammide negli alimenti.
  3. Zhan, Y., Xiao, Y., Guan, T., Zhang, S., & Jiang, Y. (2020). Relationship between gestational acrylamide exposure and offspring’s growth: a systematic review and meta-analysis of cohort studies. Public Health Nutrition, 23(10), 1791-1799.
  4. EFSA Panel on Contaminants in the Food Chain (CONTAM). (2015). Scientific opinion on acrylamide in food. EFSA Journal, 13(6), 4104.

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