Distrazione a tavola: effetti neurocognitivi e implicazioni cliniche per il controllo dell’introito energetico

Persone che mangiano a un tavolo con il telefono in mano

Mangiare in condizioni di distrazione potrebbe alterare l’elaborazione neurale del gusto a livello dell’insula e favorire un maggiore consumo alimentare nel pasto successivo.
Le evidenze suggeriscono che l’attenzione al momento del pasto può rappresentare un fattore rilevante nei protocolli di prevenzione e trattamento dell’eccesso ponderale.

Perché la distrazione durante i pasti è rilevante in ambito clinico

La costante esposizione a dispositivi digitali ha modificato il comportamento alimentare quotidiano. Il cosiddetto mindless eating descrive l’assunzione di cibo in assenza di piena consapevolezza sensoriale.

Per il professionista della nutrizione, questo fenomeno è rilevante perché può influenzare:

  • Percezione gustativa
  • Segnali di sazietà
  • Regolazione dell’introito energetico
  • Rischio di overconsumption nel breve termine

Lo studio: effetti della distrazione sui processi neurali del gusto

Per comprendere l’impatto della distrazione sull’elaborazione cerebrale del gusto, Duif et al. (2020) (1) hanno condotto uno studio cross-sectional utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), metodica che consente di osservare l’attività delle aree cerebrali coinvolte nella percezione sensoriale.

I ricercatori hanno coinvolto 41 adulti normopeso e in salute. Durante 2 sedute distinte, ai soggetti veniva somministrata una bevanda dolce, oppure una meno dolce, isocaloriche, oppure una soluzione insapore (control test), nel corso di attività più o meno distraenti a seconda delle sedute. Per ‘standardizzare’ la fame, tutti dovevano astenersi dal bere bevande zuccherate nelle 6 ore antecedenti il test, mentre era richiesto di consumare una specifica bevanda a base yogurt 3 ore prima.

Durante il test, i soggetti erano monitorati tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI). Al termine visionavano un documentario per circa 30 minuti e poi potevano consumare uno snack “fino a sazietà”.

Risultati principali: cosa succede a livello cerebrale

La distrazione ha determinato:

  • un indebolimento della connettività correlata alla dolcezza dell’insula con una regione gustativa secondaria nella corteccia orbitofrontale.
  • Attenuazione dei processi neurali legati alla percezione del gusto.
  • Tendenza a maggiore consumo alimentare successivo.

 Implicazioni pratiche per il nutrizionista

Integrare l’educazione all’attenzione alimentare può rappresentare un intervento complementare nei pazienti con:

  • Sovrappeso o obesità
  • Eating disinhibition
  • Pattern alimentari automatici
  • Elevata esposizione a schermi durante i pasti

Strategie operative:

  • Raccomandare pasti screen-free
  • Favorire ritmo lento e masticazione consapevole
  • Lavorare sulla percezione sensoriale degli alimenti
  • Integrare esercizi di consapevolezza nel counselling nutrizionale

La distrazione durante i pasti non è solo un comportamento culturale, ma un fattore neurocognitivo potenzialmente rilevante nella regolazione dell’introito alimentare.

Per gli specialisti della nutrizione, promuovere l’attenzione consapevole al momento del pasto può costituire una leva semplice ma strategica nei percorsi di prevenzione e gestione del peso.

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Bibliografia

  1. Duif, I., Wegman, J., Mars, M. M., de Graaf, C., Smeets, P. A., & Aarts, E. (2020). Effects of distraction on taste-related neural processing: a cross-sectional fMRI study. The American journal of clinical nutrition, 111(5), 950-961.

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