Diete plant-based e pescetariana nella riduzione del rischio da COVID-19

dieta plant-based e covid

Seguire una dieta a base vegetale o pescetariana sembra associarsi a una minor probabilità di contrarre le forme più severe di COVID-19.  
È quanto emerge da un recente studio osservazionale caso-controllo pubblicato su BMJ che vede coinvolti medici ed infermieri in prima linea nella lotta al COVID-19. Fulcro del lavoro è stata la valutazione della dieta rispetto al rischio di infezione da COVID-19, alla gravità della malattia e alla sua durata (1).

Lo studio, condotto in sei differenti Paesi (Francia, Germania, Italia, Spagna, UK e USA), ha visto il coinvolgimento di medici ed infermieri soggetti ad un’alta frequenza di esposizione a pazienti con COVID-19: passando al vaglio 7344 partecipanti, 2884 sono risultati idonei. Gli operatori sanitari hanno completato un questionario dettagliato di 100 voci, al fine di raccogliere informazioni su caratteristiche demografiche, anamnesi medica, stile di vita e sintomi del COVID-19 (1).
Unitamente a questo, è stato somministrato anche un questionario di 47 voci, precedentemente validato, per ottenere informazioni sulla dieta degli individui coinvolti, al fine di esplorare l’associazione tra modelli alimentari e rischio di malattia (2).

Per quel che riguarda i modelli alimentari, i partecipanti avevano 11 possibili scelte: dieta a base vegetale con alimenti integrali; dieta chetogenica; dieta vegetariana; dieta mediterranea; dieta pescetariana; dieta paleolitica; dieta a basso contenuto di grassi; dieta a basso contenuto di carboidrati; dieta ad alto contenuto proteico; altro; niente di quanto sopra. Al fine di aumentare la precisione dei risultati, i pattern alimentari sono stati raggruppati in tre macrocategorie: diete plant-based, diete plant-based o diete pescetariane, diete con basso contenuto di carboidrati o alto in proteine (1).

Dall’analisi statistica è emerso che gli operatori sanitari che seguivano regimi dietetici a base vegetale o a base vegetale e pescetariani avevano, rispettivamente, il 73% e il 59% di probabilità in meno di contrarre il COVID-19 nella forma moderata o grave, rispetto a chi seguiva altri pattern dietetici (1).
Coloro che hanno riferito di seguire un regime plant-based o pescetariano avevano assunzioni superiori in verdure, legumi e frutta secca, così come una minor assunzione di pollame, carni rosse e carni processate. Si può ipotizzare che questi risultati siano dovuti alla ricchezza in polifenoli, carotenoidi e altre sostanze positive per il sistema immunitario dei vegetali, così come alla ricchezza in vitamina D e acidi grassi omega-3 del pesce.

In questo periodo storico così fragile ed incerto circa i provvedimenti per contenere, limitare e proteggersi dalla diffusione della malattia da coronavirus, tutti gli esperti sono chiamati a rispondere, incluso il mondo della nutrizione e dell’alimentazione umana. È importante ricordare che le scelte alimentari che facciamo influiscono sul nostro sistema immunitario, rendendo una corretta alimentazione uno strumento preventivo nei confronti di diverse patologie.

  1. Kim, H., Rebholz, C. M., Hegde, S., LaFiura, C., Raghavan, M., Lloyd, J. F., … & Seidelmann, S. B. (2021). Plant-based diets, pescatarian diets and COVID-19 severity: a population-based case–control study in six countries. BMJ Nutrition, Prevention & Health, bmjnph-2021.
  2. Rodríguez, I. T., Ballart, J. F., Pastor, G. C., Jorda, E. B., & Val, V. A. (2008). Validation of a short questionnaire on frequency of dietary intake: reproducibility and validity. Nutrición hospitalaria23(3), 242-252.

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