Gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, introducono un deciso cambio di rotta nella politica nutrizionale con le Dietary Guidelines for Americans 2025–2030 (1), promosse dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. Il messaggio centrale è: “eat real food”, ovvero riportare al centro dell’alimentazione alimenti poco processati e ad alta densità nutrizionale.
Un’impostazione che, per molti aspetti, si avvicina a principi condivisibili, ma che su altri risulta controversa e non pienamente allineata alle evidenze consolidate e al modello della dieta mediterranea.
I principi chiave delle nuove linee guida nutrizionali statunitensi
- Proteine al centro dell’alimentazione quotidiana. Uno degli aspetti più caratterizzanti è la forte enfasi sulle proteine, raccomandate a ogni pasto e provenienti da una varietà di fonti, con un introito suggerito di 1.2–1.6 g per kg di peso corporeo al giorno (1). Le linee guida includono sia fonti animali, come uova, pollame, pesce e carne rossa, sia fonti vegetali. La presenza della carne rossa tra le fonti principali è un elemento che si discosta in modo netto dalle più recenti linee guida sull’alimentazione che si ispirano alla dieta mediterranea che consigliano non più di una porzione a settimana (2).
- Carboidrati: meno raffinati, più integrali. Nel documento viene posta una forte enfasi sulla preferenza per i cereali integrali, accompagnata dalla raccomandazione di ridurre in modo significativo il consumo di farine raffinate (1).
Sebbene l’aumento dell’apporto di alimenti ricchi di fibre rappresenti una buona pratica, una demonizzazione così netta dei prodotti a base di farine raffinate potrebbe essere eccessiva. Le Linee guida per una sana alimentazione italiane, infatti, chiariscono che le farine bianche non sono di per sé dannose e suggeriscono un approccio più equilibrato, raccomandando che almeno il 50% del consumo di cereali provenga da fonti integrali (2). - Lotta agli alimenti ultraprocessati e agli zuccheri aggiunti. Forte accento sulla riduzione degli alimenti ultraprocessati e del consumo di zuccheri aggiunti. Viene incoraggiata la scelta di alimenti semplici e poco trasformati, limitando bevande zuccherate e snack industriali (1).
Alcol: indicazioni deboli rispetto alle evidenze scientifiche
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la sezione dedicata alle bevande alcoliche. Rispetto alle precedenti linee guida statunitensi (3), il documento si limita a raccomandare una generica riduzione del consumo, senza esplicitare che anche quantità moderate di alcol sono associate a un aumento del rischio di alcune patologie, in particolare diversi tipi di cancro (1).
Una piramide poco intuitiva: quando la comunicazione visiva confonde
Infine, anche dal punto di vista comunicativo emergono alcune perplessità.
La costruzione grafica della piramide alimentare risulta in parte fuorviante rispetto alle indicazioni testuali e la gerarchia visiva degli alimenti non sempre riflette con chiarezza le priorità nutrizionali espresse nel documento. Questo rende lo strumento poco intuitivo, soprattutto per il pubblico generale, e rischia di generare interpretazioni errate, in particolare sul peso relativo delle diverse categorie alimentari.
Bibliografia
- U.S. Department of Health and Human Services; U.S. Department of Agriculture. Dietary Guidelines for Americans, 2025–2030. Published 2026.
- CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. (2018). Dossier scientifico delle Linee Guida per una sana alimentazione(Ed. 2018). Roma: CREA. ISBN 978-88-96597-01-9. Recuperato da https://www.crea.gov.it/documents/59764/0/Dossier+Scientifico+Linee+Guida+2018+%281%29.pdf
- U.S. Department of Agriculture and U.S. Department of Health and Human Services. Dietary Guidelines for Americans, 2020-2025. 9th Edition. December 2020



