Cioccolato e salumi NON fanno venire i brufoli

Mi vuoi tutta ciccia e brufoli?”: le credenze circa i possibili effetti spiacevoli di alcuni alimenti sulla nostra pelle sono al punto radicate da essere citate anche in noti spot pubblicitari.
Per poter analizzare le evidenze scientifiche sul tema, occorre prima chiarire cosa si intende con “brufoli”, un termine usato comunemente per riferirsi a disordini del follicolo pilifero di diversa natura. Da un lato ci sono i punti neri e i punti bianchi, anche noti come “comedoni”, che si formano quando il follicolo pilifero è ostruito dal sebo, dall’altra c’è l’acne, una condizione multifattoriale nella quale il sebo prodotto viene decomposto dal batterio Propionibacterium acnes dando luogo a fenomeni infiammatori, produzione di pus e altre sostanze (1).
Proprio perché l’acne è un disordine multifattoriale, sono diversi i fattori che possono influire: predisposizione genetica, fattori ormonali, inquinamento, uso di medicinali, stress e stile di vita; tra questi la dieta. Gli studi che hanno preso in esame acne e dieta evidenziano un possibile effetto negativo di prodotti lattiero-caseari (2; 3; 4), carboidrati ad alto indice glicemico (3), grassi saturi e trans (3), seppure non si tratti di studi conclusivi e condotti spesso su campioni ridotti.
Per quanto riguarda il cioccolato, uno studio del 2016 su 25 soggetti riporta un aumento delle lesioni sia di natura infiammatoria che non infiammatoria in soggetti maschi con pelle a tendenza acneica, per un consumo di barrette a base di cioccolato fondente di 4 settimane (5). Considerato comunque che la maggior parte del cioccolato contiene latte, la possibile associazione tra consumo di cioccolato e acne potrebbe essere dovuta al latte (5), oppure ancora dal profilo in acidi grassi del cioccolato.
Per quanto riguarda l’effetto della dieta sulla produzione di sebo invece, uno studio molto recente pubblicato su Nutrients ha riscontrato come una dieta ad elevato contenuto di carne, prodotti lattiero-caseari, bibite e alcol e basso consumo di legumi fosse associata a maggiore produzione di sebo (6). Una dieta ricca in cereali, patate, amido, zuccheri e pesce era invece associata ad uno scarso stato di idratazione della pelle, probabilmente per via della glicazione delle proteine della pelle, che riduce la vitalità cellulare e induce infiammazione (6).
Nonostante esistano pattern alimentari più protettivi di altri per il benessere della pelle, gli studi sul ruolo di singoli alimenti sono ad oggi molto limitati per questo nessun cibo da solo può essere considerato responsabile della comparsa dei “brufoli”.

 

 

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Riferimenti bibliografici
1. Li, X., He, C., Chen, Z., Zhou, C., Gan, Y., & Jia, Y. (2017). A review of the role of sebum in the mechanism of acne pathogenesis. Journal of cosmetic dermatology, 16(2), 168-173.
2. Juhl, C., Bergholdt, H., Miller, I., Jemec, G., Kanters, J., & Ellervik, C. (2018). Dairy intake and acne vulgaris: a systematic review and meta-analysis of 78,529 children, adolescents, and young adults. nutrients, 10(8), 1049.
3. Melnik, B. C. (2015). Linking diet to acne metabolomics, inflammation, and comedogenesis: an update. Clinical, cosmetic and investigational dermatology, 8, 371.
4. Claudel, J. P., Auffret, N., Leccia, M. T., Poli, F., & Dréno, B. (2018). Acne and nutrition: hypotheses, myths and facts. Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, 32(10), 1631-1637.
5. Vongraviopap, S., & Asawanonda, P. (2016). Dark chocolate exacerbates acne. International journal of dermatology, 55(5), 587-591.
6. Lim, S., Shin, J., Cho, Y., & Kim, K. P. (2019). Dietary Patterns Associated with Sebum Content, Skin Hydration and pH, and Their Sex-Dependent Differences in Healthy Korean Adults. Nutrients, 11(3), 619.