Ansia e depressione: quali relazioni con l’alimentazione?

donna depressa

Circa il 15 – 20% delle persone ha vissuto episodi depressivi o di ansia nella propria vita (1). Diversi studi si sono concentrati sulla valutazione della relazione esistente tra dieta e stato d’animo, relazione complessa in quanto influenzata da molte variabili (1).

L’alimentazione condiziona l’ansia e la depressione?

Fisiologicamente, ci sono molteplici meccanismi attraverso i quali la dieta può influenzare direttamente i sintomi di ansia e depressione

Sebbene l’eziologia della depressione non sia completamente definita, è noto come alcuni cambiamenti biologici e neurologici possano avere un ruolo (1): la riduzione dei neurotrasmettitori mono-aminici, in particolare della serotonina, è il meccanismo più noto e l’obiettivo farmacologico della maggior parte dei farmaci antidepressivi  (1). In questo senso, si stima che alcuni alimenti come semi oleosi, legumi e formaggi contenenti appunto sostanze utili alla sintesi di questi neurotrasmettitori, possano favorire da una parte il senso di benessere e serenità e dall’altra aumentare l’interesse verso la realtà circostante (2). Anche il desiderio talvolta impellente di assumere cibi dolci dipende dalla necessità di aumentare la serotonina cerebrale; gli zuccheri aumentando la produzione di insulina faciliterebbero il passaggio di triptofano a livello del sistema nervoso centrale (3).

Inoltre, la maggior parte degli studi disponibili ha mostrato una minore incidenza di depressione nei soggetti seguono un’alimentazione con abbondanza di verdure, frutta, cereali, noci, semi e legumi, e moderate quantità di latticini, uova e pesce e grassi insaturi, come ad esempio la Dieta Mediterranea (1). Al contrario, un modello alimentare “occidentale”, ricco di cibi dolci e grassi, cereali raffinati, cibi fritti e trasformati, carne rossa, latticini ricchi di grassi e basso consumo di frutta e verdura, sarebbe associato a una maggiore incidenza della depressione (1).

Nei soggetti con depressione o con un aumentato rischio di depressione, sono stati riscontrati livelli più bassi di micronutrienti tra cui zinco, magnesio, selenio, ferro e vitamine D, B12, B6 e folati (1). Diete ricche in frutta e verdura avrebbero un effetto positivo in questo senso, sia grazie all’ampia disponibilità di micronutrienti che alla presenza di antiossidanti, polifenoli e flavonoidi, alcuni dei quali sembrerebbero avere effetti antidepressivi o ansiolitici. Anche gli acidi grassi, in particolare polinsaturi sarebbero importanti: un loro ridotto apporto comporterebbe infiammazione sistemica e cerebrale (1).

Ansia e depressione condizionano il modo in cui ci alimentiamo?

Anche la relazione inversa è possibile, infatti ansia e depressione sono in grado di alterare le soglie gustative di zuccheri e grassi e le scelte alimentari (1).Uno studio longitudinale di 10 anni in Francia ha mostrato come la depressione possa aumentare il rischio di comportamenti alimentari negativi (1).

1. Bear, T. L., Dalziel, J. E., Coad, J., Roy, N. C., Butts, C. A., & Gopal, P. K. (2020). The Role of the Gut Microbiota in Dietary Interventions for Depression and Anxiety. Advances in Nutrition.

2. M. C. W. Kroes, G. A. Van Wingen, J. Wittwer, M. H. Mohajeri, J. Kloek, and G. Fernández, “NeuroImage Food can lift mood by affecting mood-regulating neurocircuits via a serotonergic mechanism,” Neuroimage, vol. 84, pp. 825–832, 2014.

3. Cornelli, Umberto. (2016). Dietologia. Piccin.

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