Anoressia nervosa in gravidanza: aperta la strada per delle nuove Linee Guida

gravidanza e anoressia nervosa

Le donne incinte con anoressia nervosa sembrano avere rischi maggiori di incorrere in un parto pre-termine, di avere un bambino sottopeso o, nel peggiore dei casi, di avere un bambino nato morto ma, nonostante ciò, non esistono ancora delle Linee Guida chiare su come i medici dovrebbero gestire questa condizione. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Monash University’s School of Clinical Sciences (Australia) e recentemente pubblicato su The Lancet Psychiatry nel quale i ricercatori, attraverso una revisione della letteratura e dello stato dell’arte della ricerca sul tema, hanno sintetizzato i risultati ottenuti in raccomandazioni utili alla gestione multidisciplinare di questa complicazione (1).  

Anoressia nervosa: che cos’è?

L’anoressia nervosa è un disturbo mentale potenzialmente grave, cronico e recidivante (1) caratterizzato da una restrizione alimentare che porta alla perdita di peso o al mancato aumento di peso, così come caratterizzato da una sopravvalutazione della forma del proprio corpo e del peso in generale. È associata anche ad un alto rischio di morte prematura (2). È un disturbo più comune in ragazze e donne tra i 12 e i 51 anni; tuttavia, resta un disturbo a bassa prevalenza, ancor più in gravidanza (si stima infatti che ne soffra 1 donna incinta su 200), nonostante sia associato a rischi sia per la madre che per il bambino se non prontamente riconosciuto e gestito (1).

Le complicazioni in gravidanza

Uno degli studi più rilevanti che relaziona le complicazioni dell’anoressia nervosa alla gravidanza è uno studio canadese del 2020 nel quale i ricercatori, con uno studio di coorte retrospettivo su 2.132.945 gravidanze, hanno evidenziato un numero superiore di esiti ostetrici e neonatali negativi. Tra questi primeggiano soprattutto travaglio precipitato, insufficienza epatica acuta e ricovero in un’unità di terapia intensiva. Inoltre, le donne con anoressia nervosa in gravidanza sembrano avere 1,32 volte il rischio di parto pre-termine, 1,69 volte il rischio aggiustato di un bambino nato sottopeso e 1,99 volte il rischio aggiustato di partorire un bambino nato morto rispetto alle donne senza anoressia nervosa in gravidanza (3).

Il recente studio apre la strada a future Linee Guida

I risultati sintetizzati in raccomandazioni ottenuti dai ricercatori australiani sembrano aprire la strada ad una maggiore attenzione sul tema nonché allo sviluppo di nuove Linee Guida mirate.
Le raccomandazioni così strutturate includono un focus sulla salute mentale specialistica e sull’assistenza ostetrica, medica e nutrizionale necessarie a garantire esiti positivi sia per le donne che per i loro bambini (1). La gestione dell’anoressia nervosa in gravidanza è un’area di cura clinica che richiede un approccio multidisciplinare e dovrebbe includere anche esperti nella gestione delle gravidanze ad alto rischio.
Megan Galbally, coordinatrice del team di ricerca, sottolinea anche degli importanti punti di discussione per aumentare l’attenzione su questa condizione in gravidanza. La Dott.ssa Galbally sostiene infatti che: “A differenza dei disturbi dell’umore, dell’ansia e dei disturbi psicotici, sono disponibili sia poche indicazioni che ricerche per l’anoressia nervosa in gravidanza. Le Linee Guida sulla salute mentale perinatale forniscono solo una limitata o nessuna menzione della valutazione e della gestione dei disturbi alimentari in gravidanza e le misure di valutazione utilizzate al di fuori della gravidanza, come l’Eating Disorder Inventory, o l’affidamento sull’indice di massa corporea, hanno dimostrato di avere una validità limitata in gravidanza pertanto necessitano di modifiche appositamente studiate per le donne incinte”.

La ricerca sulla gestione della salute delle donne incinte ha evidenziato l’importanza della nutrizione materna prenatale, l’aumento di peso della gravidanza e il peso alla nascita del bambino come fattori di rischio critici e punti di intervento vitali per migliorare la salute per tutta la vita, anche per aree come le malattie cardiache, il diabete e l’obesità.

1. Galbally, M., Himmerich, H., Senaratne, S., Fitzgerald, P., Frost, J., Woods, N., & Dickinson, J. E. (2022). Management of anorexia nervosa in pregnancy: a systematic and state-of-the-art review. The Lancet Psychiatry.
2. Stedal, K., Broomfield, C., Hay, P., Touyz, S., & Scherer, R. (2021). Neuropsychological functioning in adult anorexia nervosa: A meta-analysis. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 130, 214-226.
3. Ante, Z., Luu, T. M., Healy‐Profitós, J., He, S., Taddeo, D., Lo, E., & Auger, N. (2020). Pregnancy outcomes in women with anorexia nervosa. International Journal of Eating Disorders, 53(5), 673-682.

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